Pasolini in mostra a Milano


07 Nov 2015

Pasolini, il poeta che sfidò il nulla
fino al 14 NOVEMBRE 2015
c/o Galleria Giovanni Bonelli
via Porro Lambertenghi, 6 – Milano

da martedì a sabato, dalle 11 alle 19

Ingresso gratuito

Mi sono goduto, in ottima compagnia, la mostra “Pasolini, il poeta che sfidò il nulla”, organizzata dal Centro Culturale di Milano presso la Galleria Giovanni Bonelli.

Ci siamo stati non perché la (ri)scoperta di Pasolini fosse un must: come ha scritto recentemente Francesco La Spina sulle colonne de La Stampa:

“(…) assurda «santificazione» del grande intellettuale che, in coincidenza dell’anniversario della sua tragica morte, lo ha fatto vittima proprio del peccato che in tutta la sua vita ha cercato di combattere: il conformismo.”

“Adesso, le critiche, le accuse, le irrisioni, i sarcasmi contro di lui vengono sepolte nel retroterra indicibile dei pensieri e delle parole proibite dalle opportunità d’occasione e tutta la sua straordinaria opera di scrittore, poeta, polemista, filologo, regista subisce l’affronto di una lode pubblica generalizzata.”

Ci siamo stati perché la mostra milanese offre una chiave di lettura più profonda e, per quanto mi riguarda, inedita: il tentativo di mostrare uno scrittore – come lo stesso PPP amava definirsi – profondamente calato nel reale, intriso di senso religioso (nella più larga e intima concezione del termine) e nel desiderio insoluto di risposta.

Ci sono alcuni spezzoni video presentati nell’allestimento che mi hanno colpito molto. Tra i molti, ho ritrovato su YouTube una riflessione sulla lingua italiana, sulla sua nascita e sulla sua affermazione ben precedente all’unità politica. Ho ripensato a Benigni che, con toni certamente meno intellettuali ma altrettanto commuoventi, racconta al Parlamento Europeo che il nostro è il paese in cui è nata prima la cultura dello Stato unitario.

“Pasolini, il poeta che sfidò il nulla” offre mille occasioni di riflessione. E io consiglio di non perderla anche a chi è un filino annoiato dalla messe di omaggi di queste settimane.

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Alfonso d'Agostino

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